Gli aeroporti più strani del mondo

Riprendiamo uno dei sempre interessanti e curiosi articoli di Flaminia Festuccia per “I Viaggi” di Repubblica on line per parlare degli Aeroporti più “strani” del mondo. Il sito americano Popular Mechanic’s  ha infatti dato lo spunto pubblicando la lista. Gli scenari descritti, spesso suggestivi da un punto di vista “panoramico”, risultano però quasi sempre tali da far rabbrividire anche il comandante più esperto.
 
Da questi aeroporti si parte e si arriva comunque quotidianamente, in Sudamerica e in Antartide, in Giappone e in Thailandia…e scali “da brivido” sono presenti anche negli States e in Europa.
A Gibilterra (foto) ad esempio, ove quotidianamente transitano voli di linea e la Winston Churcill Avenue, la strada più trafficata del paese, viene ogni volta interrotta con l’abbassamento dei passaggi a livello per permettere agli aerei di atterrare in sicurezza sulla pista che attraversa incredibilmente la strada stessa.
A San Paolo (Brasile) il problema è invece causato dall’enorme espansione urbana che ha finito per coinvolgere anche l’area (originariamente periferica) dell’aeroporto. Molti gli alti edifici in prossimità della pista che obbligano i piloti a calibratissime manovre di decollo e atterraggio. A Tegucicalpa (Honduras) lo stesso problema è aggravato dalle montagne che circondano la (purtroppo pericolossima) pista lunga appena due chilometri.

La a dir poco esigua lunghezza della pista (appena 1500 metri) era fino a qualche tempo fa la causa di manovre mozzafiato anche all’aeroporto di Madeira, ove però con una massiccia e provvidenziale opera di ingegneria l’infrastruttura è stata fortunatamente ampliata e resa più sicura.
Decisamente insolita anche la situazione dell’aeroporto di Saint Marteen (Caraibi); qui gli aerei arrivano direttamente dall’oceano e sorvolano bassissimi una spiaggia sempre affollata di turisti prima di atterrare…con buona pace del relax da spiaggia!

Rimanendo in zona troviamo probabilmente l’aeroporto con la pista d’atterraggio più corta del mondo: siamo nelle Antille olandesi, esattamente a Saba (foto) ove anche i piloti più esperti sono spesso costretti a sfide davvero impegnative per “centrare” i 400 metri di pista. Qui però le limitatissime dimensioni sono indispensabili perchè, se sottoposta ad innaturali erosioni, l’isola potrebbe addirittura essere sommersa a causa dell’innalzamento dei livelli del mare.

Spostandoci in Oriente invece da citare le mastodontiche opere ingegneristiche dell’aeroporto di Hong Kong, ove due isolotti sono stati uniti in unico aeroporto (dotato anche di campo da golf e di un polo fieristico internazionale) e del Kansai International Airport di Osaka, enorme piattaforma artificiale sul mare visibile anche dallo spazio! Inevitabilmente in Tibet invece, si trova l’aeroporto più alto del mondo: lo scalo di Qamdo è collocato a ben 4300 mt. e la sua pista è lunghissima (5,5 km) dato che la bassa densità dell’aria a quelle altitudini richiede una maggiore velocità di atterraggio e, di conseguenza, una maggiore lunghezza della pista.

Anche alle Svalbard bisogna tenersi pronti al global warning. L’aeroporto che serve queste isole dell’oceano artico è stato costruito infatti sfruttando lo strato di durissimo permafrost, il terreno ghiacciato che non si scongela mai.
Se le temperature continueranno ad aumentare ci sarà bisogno di continui lavori di manutenzione per non farlo sprofondare.

la stazione aerea di Mc Murdo (Antartide)
la stazione aerea di Mc Murdo (Antartide)

In Antartide, invece, presso la stazione di Mc Murdo, la pista è fatta completamente di ghiaccio e neve battuta. Qui la difficoltà, oltre e individuare esattamente dove atterrare, è calibrare bene le manovre per non finire impantanati nella neve fresca.
In Francia, nella località sciistica di Courchevel, sempre di neve e ghiaccio si tratta, ma con una sfida in più: la pista non è in piano, ma ha una collina nel mezzo.
Sull’isola scozzese di Barra infine, i voli devono essere rigorosamente programmati in base alle maree in quanto i piccoli Cessna che qui arrivano, atterranno direttamente sulla spiaggia, valutando con precisione i tratti di sabbia bagnata e compatta che facilita e rende più sicura la manovra.
 
Vi rimandiamo al link delle straordinarie foto degli aeroporti più strani del mondo che, forse più di ogni parola, rendono l’idea di quanto l’ingegno umano debba spesso arrovellarsi per far convivere il sempre più incalzante bisogno di mobilità imposto dalla globalizzazione con un certo livello di sicurezza, inevitabilmente variabile a seconda delle situazioni specifiche.

Federico Baldarelli

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