Croazia: urgono chiarimenti per i documenti d’espatrio

In corrispondenza dell’alta stagione estiva appena trascorsa che ha registrato il consueto esodo verso le vicine coste della Croazia, più di una incomprensione si è venuta a creare riguardo ai documenti d’espatrio validi per l’ingresso nel paese. Si tratterebbe in sostanza di alcuni turisti che si sono visti negare l’ingresso, o l’imbarco dai porti italiani, perchè

in possesso di carta d’identità cartacea con regolare timbro per la proroga della validità o di documento d’identità in formato elettronico con allegato foglio di proroga della validità.
Il caso si è allargato anche ai crocieristi e le compagnie di navigazione stanno aggiornando gli operatori del settore con delle circolari che richiedono obbligatoriamente ai passeggeri passaporto o carte d’identità senza proroghe.

Anche il sito del Ministero degli Esteri Viaggiaresicuri, vero e proprio punto di riferimento per tutti gli operatori del settore in materia di espatrio, ha ultimamente preso atto di questa situazione, riportando quanto segue alla voce documentazione per l’espatrio sulla scheda della Croazia:
E’ necessario viaggiare con un documento di riconoscimento in corso di validità (passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio). La validità residua del passaporto richiesta è di novanta (90) giorni dalla prevista data di conclusione del soggiorno. Si precisa che sono considerati documenti validi per l’ingresso in Croazia anche la carta di identità cartacea rinnovata con apposizione di timbro sul retro e la carta di identità elettronica, ivi compresa quella la cui validità é stata estesa mediante certificato di proroga cartaceo.Si fa tuttavia presente che in passato sono state segnalate difficoltà nel riconoscimento delle carte di identità cartacee rinnovate con timbro e, talvolta, respingimenti per i possessori di carte di identità elettroniche rinnovate con un certificato rilasciato dal Comune. Ove si riscontrassero dette difficolta’, si prega di contattare immediatamente la Sezione Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria, il Consolato Generale d’Italia a Fiume o il Consolato d’Italia a Spalato, ai recapiti riportati su questo sito“.

Difficile addentrarsi nel merito legale costituzionale della validità di un documento di identità; in questo caso sono inoltre coinvolti rapporti internazionali con un paese che ha presentato domanda d’adesione alle UE ma non è ancora entrato a farne parte.
Una semplice considerazione ispirata al buon senso suggerisce tuttavia una prima riflessione generale: se un documento di identità che di norma viene riconosciuto valido per l’espatrio, ottiene una proroga per la validità, si suppone che tale proroga coinvolga tutte, nessuna esclusa, le caratteristiche intrinseche del documento stesso.
Certo è, d’altra parte, che sopratutto in merito alle carte elettroniche, dotate di un codice di riconoscimento magnetico che costituisce elemento fondante per l’esistenza del documento stesso, appare un controsenso che la proroga sia rilasciata (a quanto ci risulta da una minoranza di uffici anagrafe) in forma cartacea. Diversamente e più favorevolmente andrebbe invece considerata (e così in effetti avviene quasi sempre) l’apposizione del timbro per la proroga nel documento cartaceo che più naturalmente prolunga la validità dello stesso senza snaturarne gli elementi originali, evitando i tempi e i costi della reimmissione.
Detto che queste incertezze si sono già presentate in passato per altri paesi (Egitto su tutti), gli operatori del  settore chiedono urgentemente chiarezza in proposito e restano in attesa di svliuppi futuri.

Federico Baldarelli

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