Crisi low cost, le risposte di Easyjet e Ryanair

lowcost5.jpgIl caro petrolio mette a repentaglio i profitti delle più prestigiose compagnie low fares. Ryanair gioca in difesa con il mantenimento dei costi, EasyJet rilancia con nuovi investimenti e un'operatività più aggressiva. E' di qualche giorno fa la notizia, rimbalzata da Dublino, del pesantissimo tonfo di Ryanair sulla borsa locale: -26%, come conseguenza di una trimestrale decisamente deludente, con i profitti scesi dell' 85% per via degli elevati prezzi del carburante. La compagnia potrebbe a questo punto chiudere l'esercizio annuale in rosso, circostanza mai verificatasi da quando il titolo è approdato in Borsa nel 1997. Da quando esiste Ryanair ha avuto qualche bilancio annuale in calo, ma non ha mai registrato perdite.

E' naturale, e rischia di diventare perfino semplicistica, la considerazione secondo la quale una compagnia che ha fondato la lowcost1.jpgsua ragion d'essere sull'enorme contenimento delle spese, sia in debito d'ossigeno dal momento che la voce “costi del carburante” è passata in pochi mesi da una percentuale di poco più del 30% a quella attuale di circa il 50. L'effetto immediato sulla politica di Ryanair (la regina che in un certo senso ha in questi anni guidato l'andamento del mercato settoriale), si è materializzato principalmente in una minore competitività generale delle tariffe di vendita che appunto, ha inevitabilmente trascinato tutto il settore verso questa tendenza all'aumento.

lowcost2.jpgIn questo scenario che non accenna a migliorare nel medio periodo, le compagnie maggiori stanno però pensando a delle strategie in risposta a una crisi che, inevitabilmente le porterebbe al collasso.  Michael O'Leary (foto), il boss di Ryanair ha detto che taglierà il prezzo medio dei suoi biglietti del 5%, la sua dichiarazione, apparentemente paradossale, oltre alla consueta buona dose di forte impatto mediatico tanto cara alla società irlandese, contiene un'altra verità più strettamente economica.

L'elasticità della domanda al prezzo è il traino fondamentale del ragionamento secondo il quale nel mercato low cost è già stato analizzato che a un primo aumento dei prezzi del 10%, consegue una perdita immediata del 7% dei viaggiatori; ecco perche l'unica strategia possibile, secondo Ryanair, è quella di proseguire nella politica dei tagli. Del resto è stato scritto in questi giorni che l'obiettivo di Ryanair, “è quello di arrivare al costo zero del biglietto. Viaggi gratis, ma appena compri un panino o tardi ad imbarcarti ti stango”. C' è anche chi giura che non appartiene al mondo delle leggende metropolitane la notizia della messa a terra del personale sovrappeso per risparmiare carburante, certo è che i sovraprezzi applicati per il carico del bagaglio a stiva, farebbero sembrare la cosa piuttosto realistica.

Di segno diverso la posizione di Easyjet che ha annunciato, proprio in questi giorni, l'inaugurazione della tratta Milanolowcost3.jpg Malpensa-Roma Fiumicino. A partire dal prossimo 3 novembre la compagnia aerea garantirà 26 voli settimanali di collegamento tra le due città, 4 al giorno dal lunedì al venerdì, 3 il sabato e 3 la domenica. I biglietti sono già acquistabili sul sito del vettore low cost.

Lo stesso giorno sarà varata anche la tratta Londra Gatwick-Roma Fiumicino, che andrà a sostituire l'attuale Londra Gatwick-Roma Ciampino. Ai due voli previsti ogni giorno da febbraio 2009 se ne aggiungerà un terzo. “Siamo certi che il pubblco apprezzerà il nuovo collegamento Milano Malpensa Roma Fiumicino”, ha dichiarato Elisa Ravella, Marketing Manager di Easyjet per l'Italia. “Una scelta coerente con la nostra strategia finalizzata a rafforzare il ruolo cardine dell'aeroporto internazionale di Milano Malpensa”.

lowcostandy.jpgAndy Arrison (foto), chief executive officer di EasyJet, ha a tal proposito rimarcato: “Stiamo investendo 600 milioni di euro per fare in modo che Malpensa diventi uno degli aeroporti meglio collegati in Europa” e il piano di sviluppo della compagnia britannica (che si sta sempre più “italianizzando”), prevede l'ampliamento della attuale flotta basata a Malpensa, che arriverà, dalle undici attuali, a quindici macchine entro il prossimo anno.

Parlare di strategie opposte è forse una forzatura, ma di fronte a una posizione Ryanair  da “estremista low cost”, se ne registra un'altra di Easyjet che in qualche modo avvicina il modo di agire della società a quello delle più classiche compagnie di bandiera. I maggiori investimenti, almeno in Italia, su aeroporti centrali come Malpensa e Fiumicino, potrebbero essere il segnale infatti di una compagnia che mira ad inserirsi nell'enorme “buca” che Alitalia sta ancora occupando a fatica ma dalla quale dovrà prima o poi rialzarsi, lasciando comunque e inevitabilmente degli spazi vuoti.

Federico Baldarelli