Aeroporti: il mezzogiorno verso un network?

dipaola1.jpgLe società di gestione stanno valutando l’ipotesi di “fare sistema” per portare le infrastrutture e il traffico su standard europei.

Il presidente di Assaeroporti e amministratore della società Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola (nella foto)  ha avanzato la possibilità per gli aeroporti del sud (Napoli e Bari in primis) di “una pianificazione strategica comune a reale vantaggio delle comunità locali”.

La stessa volontà è stata espressa peraltro da Alfio Turrisi, presidente della società di gestione dell’aeroporto di Catania, insieme agli assessori al Turismo di molti comuni del meridione, impegnati nello sviluppo del marchio “South Italy” per
la valorizzazione dell’incoming del sud Italia.

Di certo, per il momento, ci sono solo i dati in forte crescita degli aeroporti che dovrebberto essere coinvolti da questo sud1.jpgprogetto su vasta scala. A fronte di una spesa (tra finanziamenti nazionali e fondi europei) di quasi un miliardo di euro negli ultimi cinque anni, si sono registrati incrementi davvero importanti che, stando solo ai dati dei primi otto mesi del 2007, hanno portato ad esempio a Napoli un + 12,9% (con un totale di 3,83 milioni di passeggeri), a Palermo un +6,4%, a Lamezia un + 5,6%, a Brindisi un + 11,2% e addirittura a Bari (uno dei primi aeroporti al sud a rinnovare l’aerostazione nel 2005
con un coscpicuo investimento di 54,3 milioni di euro) un + 20,2%.

Senza dimenticare ovviamente che l’aeroporto di Catania Fontanarossa, con una nuova aerostazione inaugurata nella scorsa primavera, è indubbiamente da considerarsi il primo aeroporto del sud e rientra di diritto tra i primi 5 scali italiani. Quasi 6 milioni di passeggeri registrati nel 2006 e si punta addirittura al raddoppio entro il prossimo decennio!

Dati senza dubbio confortanti, che sembrano una volta tanto valorizzare gli investimenti in meridione e confermare l’idea che la crescita economica del sud sia inequivocabilente legata a doppio filo allo sviluppo turistico dell’area.

sud3.jpgL’esempio della Sicilia è a questo riguardo siginificativo: tre scali operativi fra Catania, Palermo e Trapani, quello di Reggio Calabria a servizio dell’area dello Stretto di Messina, due sulle isole di Lampedusa e Pantelleria e la futura apertura di Comiso (e si parla anche di una pista per Agrigento), rappresentano senza ombra di dubbio già un importante polo regionale che trarrebbe sicuramente ulteriore vantaggio dall’eventuale sinergia con gli altri scali del meridione.

Il progetto è quello di sviluppare un piano voli che aumenti i collegamenti con tutta Europa, verso l’area del Mediterraneo e soprattutto intensifichi le tratte intercontinentali.

Federico Baldarelli

Fonti dati: TTGnews e Assaeroporti

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